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Si sente oggi più che mai il bisogno di riprendere il modo di pensare di Tommaso d’Aquino, che aveva fondato il pensiero religioso e laico sull’obbligo morale per l’uomo di dare a ogni soggetto (incluso lo stesso Dio) il suum, non solo quando lo giudica secondo verità, ma anche quando pone in essere atti che devono mettere l’uomo stesso in rapporto con tale soggetto secondo giustizia. Tale ritorno, fatto allo scopo di trovare in questo modo di pensare un valido aiuto per meglio capire allo scopo di meglio risolvere i problemi reali dell’uomo di oggi, non può prescindere dalla rilettura della sua opera principale, la “Summa theologiae”. Questa, a tutt’oggi, non è stata ancora edita con un apparato critico completo e puntuale né la letteratura critica ha mai sufficientemente richiamato l’attenzione a leggerla secondo la metodologia e l’epistemologia aristotelica, come qui si propone. Temi del tomo 1: dopo aver detto che la teologia è una scienza (q. 1) e dopo aver dimostrato che Dio, oggetto della teologia, esiste (q. 2), Tommaso scrive: «Poiché lo scopo principale di questa dottrina è d’insegnare la conoscenza di Dio e non solo secondo com’è in se stesso, ma anche in quanto è principio delle cose e loro fine, e in modo speciale (lo è) della creatura razionale, proponendoci l’esposizione di questa dottrina, tratteremo in primo luogo di Dio (Parte I), in secondo luogo del movimento razionale della creatura in Dio (Parte II, suddivisa in I-II e II-II), in terzo luogo di Cristo, che, in quanto uomo, è per noi via per andare a Dio (Parte III). Pertanto, l’indagine intorno a Dio (della parte I) sarà divisa in tre parti. Infatti, per primo indagheremo sulle cose che riguardano l’essenza divina (qq. 3-26), per secondo, sulle cose che riguardano la distinzione delle Persone (qq. 27-43), per terzo, sulle cose che riguardano il procedere delle creature da lui (qq. 44-119)». Introduzione di Pasquale Giustinia